Corrado: “La competitività riparte da energia, acqua e adattamento climatico”

Ingegnera, eurodeputata del Partito Democratico dal 2024, membro delle commissioni ambiente (ENVI), industria e ricerca ed energia (ITRE) del Parlamento europeo, Annalisa Corrado è la responsabile nazionale del PD per la conversione ecologica, il clima e la green economy. È tra le figure che hanno lavorato alla proposta sull’energia che Elly Schlein ha inviato alla presidente del Consiglio a metà settembre e la mente della strategia ambientale ed energetica del Partito Democratico. Emanuele Bompan l’ha intervistata per approfondire la proposta.

Energia e 14 miliardi

Nell’intervista di Bompan, Corrado spiega la proposta del PD come una risposta a una situazione energetica ormai “drammatica”, segnata da prezzi elevati, difficoltà per le imprese e povertà energetica. L’obiettivo è usare i 14 miliardi europei per investimenti strutturali, evitando “mancette, spese vive, a perdere”. Tra le priorità indica il rifinanziamento del Conto termico e del trasporto pubblico, la riqualificazione dell’edilizia popolare e il sostegno all’elettrificazione delle PMI.

Elettrificazione, reti e rinnovabili

Per la reponsabile Ambiente del PD, la transizione elettrica è frenata sia dalla dipendenza dal gas sia da una fiscalità che rende l’elettricità più onerosa. “Bisogna sostenere le piccole e medie imprese con strumenti appositi per l’elettrificazione“, mentre per accompagnare la crescita delle rinnovabili servono soprattutto infrastrutture: “reti e accumuli, l’investimento strutturale per eccellenza”. Il problema energetico, quindi, va affrontato intervenendo contemporaneamente su prezzi, consumi e sistema elettrico.

Nucleare

Sul nucleare la distinzione da fare è tra ricerca e risposta all’emergenza. La ricerca sui piccoli reattori e sulla fusione “deve andare avanti”, ma le tecnologie future non possono essere considerate una soluzione immediata: “a noi serve una soluzione domani mattina”, sottolinea Corrado. Sugli Small Modular Reactors, aggiunge, restano ancora numerose incognite sui tempi, sui costi e sugli impatti ambientali.

ENI e transizione industriale

ENI potrebbe avere un ruolo centrale nella trasformazione del sistema energetico italiano, grazie alle competenze e alle risorse di cui dispone. “Una compagnia con queste competenze, questi fondi, queste risorse dovrebbe essere messa al servizio di una strategia industriale nazionale di transizione”, sottolinea l’europarlamentare. L’azienda – continua –  potrebbe diventare “un leader della conversione, della transizione”, ma oggi, sostiene, continua a utilizzare il proprio patrimonio di competenze secondo una logica legata al passato: “ENI ha tutte queste cose, solo che le gioca sul Novecento invece che su questo secolo”.

Green Deal e centrosinistra

È proprio la transizione ecologica uno dei terreni di maggiore convergenza tra PD, AVS e Movimento 5 Stelle, per Corrado. Il Green Deal, dice, “non è una parolaccia: è una strategia industriale, di autonomia, di pace, quindi di libertà“. La decarbonizzazione non viene quindi vista soltanto come risposta alla crisi climatica, ma anche come strumento per ridurre la dipendenza energetica e «abbattere le bollette».

Rinnovabili e territori

Per superare il conflitto sugli impianti, Corrado propone un «patto di solidarietà energetica territoriale», che permetta ai territori che ospitano le infrastrutture di beneficiare direttamente dell’energia prodotta. «È un modo per una distribuzione più equa del beneficio di un intervento», spiega. Ma serve anche maggiore confronto con amministrazioni e cittadini: «Non dobbiamo solo intervenire per imporre, sarebbe folle: dobbiamo intervenire per evitare che questo accada».

Acqua e adattamento climatico

Sul tema dell’acqua, Corrado chiede di collegare la gestione delle risorse idriche all’adattamento climatico. «La gestione dell’acqua nel nostro paese non può far finta di non passare per l’adattamento». Servono infrastrutture e investimenti, ma non basta costruire nuove opere: «far finta che non ci sia in mezzo anche la natura, la resilienza nei tempi della crisi climatica, è lasciare fuori un pezzo del discorso». Tra le criticità indica anche l’assenza di una pianificazione complessiva degli usi dell’acqua.

Materie prime ed Europa

L’economia circolare è considerata essenziale per ridurre la dipendenza europea dalle materie prime: “tutto quello che entra in Europa deve restarci il più a lungo possibile”. Ma la vera questione riguarda la capacità finanziaria dell’Unione di sostenere la propria politica industriale. “Dobbiamo tornare alla stagione di Next Generation EU, alla stagione degli investimenti comuni“, perché “l’1% del PIL è una coperta cortissima”.

Competitività europea e clima

La conclusione lega strettamente competitività, transizione e dimensione europea. L’Europa deve rafforzare la propria capacità di investimento se vuole tenere il passo delle altre grandi economie: “Dobbiamo fare un salto di qualità nell’integrazione europea se vogliamo competere”. Anche i costi della crisi climatica rendono urgente questa scelta: “con le ondate di calore abbiamo perso 180 miliardi in Europa, e il bilancio europeo è circa 196”.

Articolo completo al link

https://www.renewablematter.eu/annalisa-corrado-competitivita-riparte-energia-acqua-adattamento-climatico