Normative nazionali sul fine vita e disparità di trattamento dei cittadini europei

Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-000811/2025
alla Commissione
Articolo 144 del regolamento
Dario Nardella (S&D), Alessandra Moretti (S&D), Camilla Laureti (S&D), Giorgio Gori (S&D), Brando Benifei (S&D), Pierfrancesco Maran (S&D), Pina Picierno (S&D), Sandro Ruotolo (S&D), Annalisa Corrado (S&D), Irene Tinagli (S&D), Cecilia Strada (S&D), Raffaele Topo (S&D)

L’11 febbraio scorso la Regione Toscana, prima in Italia, ha approvato una legge per disciplinare il fine vita, stabilendo che il servizio sanitario regionale dovrà consentire ai pazienti la libertà di decidere sul fine vita a determinate condizioni e con tempi stabiliti.

La Regione Toscana è intervenuta a seguito di una proposta di legge di iniziativa popolare e in un contesto di perdurante vuoto legislativo, peraltro evidenziato dalla Corte costituzionale, che, nella sentenza n. 242 del 2019, ha riconosciuto tale libertà al paziente stabilendo i requisiti per l’accesso al suicidio assistito. Alcuni paesi europei hanno già regolamentato il fine vita, mentre altri non garantiscono il diritto di scelta, generando così un quadro estremamente frammentato a danno dei cittadini e delle cittadine che subiscono pesanti disparità.

Alla luce di ciò, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

  • 1.Rileva, su questo aspetto, una violazione da parte degli Stati membri dei principi di cui all’articolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (“Protezione della salute”)?
  • 2.Intende intervenire per limitare la frammentazione normativa e assicurare l’uniformità giuridica nel riconoscimento e nella tutela del diritto al fine vita per i cittadini europei?

Presentazione: 21.2.2025

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-000811_IT.html

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