La legislazione israeliana in materia di registrazione e rilascio dei visti per le ONG internazionali

Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-001532/2025/rev.1
alla vicepresidente della Commissione /alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza
Articolo 144 del regolamento
Cecilia Strada (S&D), Marco Tarquinio (S&D), Leoluca Orlando (Verts/ALE), Ilaria Salis (The Left), Rudi Kennes (The Left), Thijs Reuten (S&D), Nikos Pappas (The Left), Daniel Attard (S&D), Carola Rackete (The Left), Marc Botenga (The Left), Hanna Gedin (The Left), Jonas Sjöstedt (The Left), Evin Incir (S&D), Sandra Gómez López (S&D), Annalisa Corrado (S&D), Sandro Ruotolo (S&D), Pierre Jouvet (S&D), Marta Temido (S&D), Damien Carême (The Left), Marit Maij (S&D), Rima Hassan (The Left), Chloé Ridel (S&D), Alex Agius Saliba (S&D), Brando Benifei (S&D), Mounir Satouri (Verts/ALE), Jaume Asens Llodrà (Verts/ALE), Tilly Metz (Verts/ALE), Rasmus Nordqvist (Verts/ALE), Villy Søvndal (Verts/ALE), Mélissa Camara (Verts/ALE), Catarina Vieira (Verts/ALE), David Cormand (Verts/ALE), Tineke Strik (Verts/ALE), Majdouline Sbai (Verts/ALE), Benedetta Scuderi (Verts/ALE)

Il 9 marzo 2025 è entrata in vigore la nuova legislazione israeliana in materia di registrazione e rilascio dei visti per le ONG internazionali[1]. Sia gli osservatori israeliani che quelli internazionali osservano che tali disposizioni mirano a negare l’accesso alle ONG internazionali che forniscono assistenza alla popolazione palestinese[2]. I requisiti in materia di visti sono ora volutamente vaghi e quindi altamente discrezionali, e le domande di registrazione delle ONG internazionali sono valutate esclusivamente da funzionari governativi. Di conseguenza, questa legislazione rischia di diventare uno strumento per mettere a tacere le voci critiche nei confronti del governo.

La Knesset sta inoltre valutando ulteriori restrizioni finanziarie e operative per le ONG finanziate a livello internazionale[3], tra cui un’imposta dell’80 % sulle donazioni internazionali e l’esclusione dell’accesso alla giustizia per le ONG che dipendono da finanziamenti esteri.

È probabile che queste politiche repressive ostacolino la fornitura di aiuti umanitari e servizi sociali ai palestinesi. Sebbene l’UE stanzi 1,5 miliardi di EUR per l’assistenza palestinese, le politiche israeliane minacciano le operazioni di molti attori umanitari finanziati dall’UE[4].

Tenuto conto dell’articolo 2 dell’accordo di associazione UE-Israele, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

  • 1.La nuova legislazione israeliana sulle ONG internazionali è stata discussa in occasione dell’ultima riunione del Consiglio di associazione UE-Israele? In caso affermativo, qual è stato l’esito della discussione?
  • 2.Intende la Commissione proporre la sospensione dell’accordo di associazione qualora alle ONG internazionali sia vietato l’accesso ai Territori palestinesi occupati?

Sostenitori[5]

Presentazione: 15.4.2025

  • [1] https://www.gov.il/he/pages/dec2542-2024
  • [2] Ad esempio: https://gisha.org/en/ngos-in-israel-condemn-an-israeli-government-decision-designed-to-deny-registration-and-work-visas-to-international-humanitarian-organizations/; https://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2025/03/Dossier-Informativo-questione-registrazione-in-Israele.pdf; https://reliefweb.int/report/occupied-palestinian-territory/implementation-new-israeli-ngo-registration-and-visa-regulations
  • [3] S. Sokol, Ministers advance bill levying 80% tax on foreign state funding of Israeli NGOs, The times of Israel, 16 febbraio 2025, https://www.timesofisrael.com/ministers-vote-to-back-bill-levying-80-tax-on-foreign-state-funding-of-israeli-ngos/
  • [4] https://www.consilium.europa.eu/it/policies/eu-humanitarian-support-to-palestinians/
  • [5] La presente interrogazione è sostenuta da deputati diversi dagli autori: Cristina Guarda (Verts/ALE), Matjaž Nemec (S&D)

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-001532_IT.html