Tortura sistematica di carattere sessuale ai danni dei detenuti palestinesi

Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-002515/2026/rev.1
alla Commissione
Articolo 144 del regolamento
Rima Hassan (The Left), Mounir Satouri (Verts/ALE), Anthony Smith (The Left), David Cormand (Verts/ALE), Estrella Galán (The Left), Annalisa Corrado (S&D), Mélissa Camara (Verts/ALE), Jaume Asens Llodrà (Verts/ALE), Özlem Demirel (The Left), Manon Aubry (The Left), Catarina Vieira (Verts/ALE), Leila Chaibi (The Left), Maria Ohisalo (Verts/ALE), Hanna Gedin (The Left), Jonas Sjöstedt (The Left), Danilo Della Valle (The Left), Cecilia Strada (S&D), Arash Saeidi (The Left), Nikos Pappas (The Left), Daniel Attard (S&D), Benedetta Scuderi (Verts/ALE), Sara Matthieu (Verts/ALE), Emma Fourreau (The Left), Pernando Barrena Arza (The Left)

Un recente articolo pubblicato in The New York Times[1] raccoglie interviste strazianti a palestinesi che raccontano un modello di violenza sessuale diffusa nei confronti di uomini, donne e bambini da parte di coloni, soldati, guardie carcerarie e agenti israeliani dello Shin Bet che conducono gli interrogatori. Le testimonianze descrivono stupri, stupri con oggetti, stupri di gruppo, percosse su genitali, abusi sessuali perpetrati con l’utilizzo di cani e la pratica di fotografare le aggressioni per forzare la cooperazione, cui seguono minacce dopo il rilascio.

Tali accuse riflettono un modello sistemico di violenza e disumanizzazione, non atti isolati. Suffragano i risultati documentati da organizzazioni quali Euro-Med Human Rights Monitor[2] e B’Tselem[3], nonché da una relazione delle Nazioni Unite[4], che conclude che i palestinesi sono “sistematicamente” sottoposti a torture di carattere sessuale con l’incoraggiamento, almeno implicito, da alti dirigenti civili e militari. Israele ha respinto gli appelli a indagare sugli abusi perpetrati ai danni dei palestinesi.

Dall’ottobre 2023 Israele ha posto in detenzione oltre 20 000 palestinesi in Cisgiordania, in gran parte senza emettere capi d’accusa nei loro confronti, e ha negato loro l’accesso ai diritti fondamentali.

  • 1.La Commissione condanna tali pratiche?
  • 2.Tali pratiche saranno considerate un’ulteriore violazione dell’articolo 2 dell’accordo di associazione UE-Israele[5], giustificandone la sospensione?
  • 3.Che cosa potrebbe fare la Commissione per contribuire a garantire che il Comitato internazionale della Croce Rossa abbia pieno e immediato accesso a tutte le strutture detentive in cui si trovano i detenuti palestinesi?

Presentazione: 17.6.2026

  • [1] https://www.nytimes.com/2026/05/11/opinion/israel-palestinians-sexual-violence.html?unlocked_article_code=1.hlA.kfgZ.ZMP5yQa7u9k7&smid=url-share.
  • [2] https://euromedmonitor.org/uploads/reports/En-Another-Genocide.pdf.
  • [3] https://www.btselem.org/publications/202601_living_hell.
  • [4] https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session58/a-hrc-58-crp-6.pdf.
  • [5] Accordo euromediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e lo Stato di Israele, dall’altra (GU L 147 del 21.6.2000, pag. 3, ELI: http://data.europa.eu/eli/agree_internation/2000/384/oj).

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2026-002515_IT.html