Flotilla, Corrado: “Auspico la ripresa del dialogo. Trattativa fallita per colpa del governo”

“A me dispiace che sia fallito il tentativo di mediazione perché era una trattativa molto delicata, importante, portata avanti dalla Chiesa e su cui qualcuno ha voluto mettere il cappello in maniera molto evidente, bruciandola”. Così Annalisa Corrado, eurodeputata del Pd a bordo della Flotilla, in un’intervista a ‘la Repubblica’, a proposito della decisione della missione umanitaria di non lasciare a Cipro gli aiuti per Gaza.

“Mi riferisco in particolare al ministro degli Esteri Antonio Tajani, anche perché il governo italiano non è un interlocutore affidabile per Flotilla: non agisce per il bene della popolazione di Gaza e continua a considerare il governo di Netanyahu un esecutivo amico”, ha aggiunto.

Quindi, il governo ha voluto sabotarlo? “Può essere stato un vero e proprio desiderio di acquisire un protagonismo su una vicenda importantissima per le persone italiane, così da rifarsi una sorta di verginità rispetto a questo tema su cui sono stati assolutamente conniventi. Oppure ha voluto sabotarlo ufficialmente. Comunque sia il risultato è pessimo”.

“Le regole di ingaggio della Flotilla sono quelle di non fare nulla che possa mettere in pericolo di vita chi si trova a bordo”, spiega Corrado. “Non si proverà nessun infrangimento violento della barriera militare, né ci saranno atti aggressivi. Ma non possiamo sapere come reagirà Israele, considerati gli attacchi già avvenuti in acque internazionali”.

“Io auspico – ha rimarcato Corrado – che il dialogo tra i rappresentanti della Flotilla e i cardinali Pizzaballa e Zuppi, che si sono resi disponibili a trovare una soluzione, vada avanti. Cipro avrebbe potuto essere, a mio avviso, un’opzione importante, anche per ripristinare il ruolo delle Nazioni unite. Per questo i governi devono fare un passo indietro a favore di chi è più credibile di loro nell’aiutare Gaza”.