Patto per l’industria pulita

Signora Presidente, onorevoli colleghi, disponibilità e costo di energia, materie prime, infrastrutture: queste le voci più importanti per qualunque impresa.

L’Europa arranca su questi fronti ed è giusto e positivo che il Patto europeo per l’industria pulita identifichi chiaramente la strada da prendere: transizione energetica, economia circolare, formazione, innovazione, lotta alle speculazioni.

Quello che ci preoccupa è che, senza gli strumenti comuni adeguati, un’efficace piano strategico si riduca a un bell’esercizio di stile. L’Europa è chiamata a compiere un balzo evolutivo verso una maggiore coesione sociale, comuni strategie e comuni investimenti.

Dovremmo avere il coraggio di parlarne: no, non solamente quando si tratta di armi ma anche quando parliamo di indipendenza energetica e autonomia strategica dell’industria. Davvero pensiamo che bastino le armi per avere la sicurezza? E anche se per assurdo bastassero, come pensiamo di costruirle pagando energia a prezzi folli dai Paesi dai quali vorremmo difenderci?

Non c’è difesa senza autonomia, non c’è autonomia e non c’è pace senza un’Europa forte, libera dai ricatti fossili, che parli con una voce sola: è tempo di prenderne atto.

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/CRE-10-2025-03-11-INT-2017017767700_IT.html