Il ruolo dell’UE nel sostenere i recenti sforzi di pace per Gaza e una soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati

Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre discutiamo in quest’Aula, a Gaza continua a consumarsi un disastro umanitario che non è una fatalità, ma il frutto di precise scelte politiche disumane e criminali: bombardamenti, assedi, deportazioni, senza che esista un luogo sicuro, fame usata come arma di guerra.

Questo Parlamento e queste istituzioni non possono fingere che non esista un genocidio in corso, denunciato dalle Nazioni Unite. Non possono non ascoltare i milioni di cittadine e cittadini europei scesi in piazza in queste settimane. Le responsabilità del governo israeliano non possono essere coperte da un silenzio complice.

In queste ore siamo appesi a un filo sottile con la discussione del piano di pace promosso dagli Stati Uniti. Ogni spiraglio va esplorato e ogni sforzo diplomatico va posto in campo, ma non illudiamoci, perché la pace non si costruisce imponendo condizioni dall’alto, negando la voce e la dignità del popolo palestinese.

Senza il riconoscimento della Palestina, senza un processo politico che ponga fine alle occupazioni illegali, ogni accordo resterà fragile e non si estirperanno le radici dell’odio. Devono tacere le armi, deve cessare il massacro del popolo palestinese e gli ostaggi israeliani devono essere liberati subito. Nessuno creda che esista un altro modo accettabile di procedere.

La distribuzione degli aiuti deve essere garantita da canali sicuri e istituzionali credibili, nel solco del diritto internazionale. Era questo, esattamente questo, l’obiettivo della Global Sumud Flotilla, che è stata fermata illegalmente in acque internazionali con centinaia di civili europei e attivisti deportati, torturati, maltrattati.

L’Europa deve smettere di oscillare tra ipocrisie e connivenze. Bisogna fermare il genocidio, bisogna far tacere le armi, sospendere gli accordi di associazione con Israele, liberare gli ostaggi e dare corpo alla prospettiva di due popoli e due Stati in pace e in sicurezza, costruendo quella pace duratura che è il modo migliore per onorare e ricordare tanto le 65 000 vittime palestinesi quanto le vittime dei vili attacchi terroristici contro inermi civili compiuti da Hamas in questa data due anni fa.

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/CRE-10-2025-10-07-INT-2017041554297_IT.html