Compatibilità dell’AIA concessa per l’ex ILVA con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e tutela della salute

Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-003239/2025
alla Commissione
Articolo 144 del regolamento
Valentina Palmisano (The Left), Antonio Decaro (S&D), Dario Tamburrano (The Left), Carolina Morace (The Left), Ignazio Roberto Marino (Verts/ALE), Annalisa Corrado (S&D)

La nuova autorizzazione integrata ambientale (AIA) concessa dal governo italiano allo stabilimento ex ILVA di Taranto consente la prosecuzione della produzione a carbone per altri 12 anni, la riattivazione di quattro altoforni, l’incremento della produzione fino a sei milioni di tonnellate annue e la trasformazione dell’altoforno AFO2 in un impianto per il co‑incenerimento di plastiche (oltre 50 000 tonnellate l’anno).

La decisione è stata presa nonostante i pareri contrari dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’ARPA Puglia e dell’Ordine dei medici. Inoltre, secondo i dati INAIL, tra il 2024 e il 2025 si sono già registrati 107 casi di tumori professionali tra i lavoratori dello stabilimento.

L’Italia è soggetta da anni a una procedura di infrazione europea per il mancato rispetto dei limiti di emissione e per le gravi conseguenze sanitarie e ambientali legate alle attività dell’impianto. Tuttavia, non si sono ancora viste azioni concrete da parte dello Stato.

Alla luce del Green Deal, del piano RePowerEU e delle direttive UE su qualità dell’aria e decarbonizzazione, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

  • 1.Questa AIA è compatibile con gli obiettivi europei relativi ad ambiente e salute pubblica?
  • 2.L’uso di fondi pubblici rispetta la condizionalità ambientale del piano nazionale di ripresa e resilienza?
  • 3.Quali interventi ha posto in essere lo Stato membro per conformarsi al diritto dell’Unione e consentire l’archiviazione della procedura di infrazione in oggetto?

Presentazione: 13.8.2025

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-003239_IT.html