14/09/2026 Scambio di quote di emissione
Signora Presidente, onorevoli colleghi, si parla spesso di transizione ecologica e decarbonizzazione, legandole al rischio di deindustrializzazione che attraversa purtroppo l’Unione europea. Un rischio che non riguarda però allo stesso modo tutti i settori: è totalmente falso, ad esempio, che sia un problema per il settore energetico, dove decarbonizzazione e competitività coincidono totalmente, mentre esiste per i settori manifatturieri esposti a concorrenza sleale.
La risposta non è distruggere le nostre ambizioni nella tutela dell’ecosistema e nell’affrontare la crisi climatica ma mettere in campo la forza dell’Unione. Il CBAM è un esempio concreto, è un principio semplice: alle imprese europee chiediamo giustamente di ridurre le proprie emissioni, innovare, investire nella decarbonizzazione.
Ma questo sforzo ha un costo e non possiamo permettere che diventi uno svantaggio competitivo rispetto a chi produce fuori dall’Europa senza curarsi dei costi ambientali e sociali. Il CBAM nasce per questo: ristabilire condizioni di concorrenza più eque e tutelare la nostra industria di qualità.
Oggi facciamo un passo avanti estendendo questa protezione lungo la catena del valore. Non solo l’acciaio e l’alluminio ma anche i prodotti che li utilizzano, dagli elettrodomestici alle attrezzature, ai componenti industriali. Rispetto a 180 prodotti inizialmente proposti, arriviamo a oltre 450.
Allo stesso tempo rafforziamo i controlli su chi cerca di fare il furbo, perché un CBAM efficace deve essere solido, prevedibile e capace di dare certezza alle imprese che investono nella transizione.
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/CRE-10-2026-09-14-INT-2017094628460_IT.html