11/09/2026 Carburanti, Corrado: Meloni tocca il fondo e lo trivella, un castello di bugie sull’energia
“Il Governo Meloni si intesta meriti che non le appartengono. Se qualcosa si è mosso sulle rinnovabili in questi anni, lo si deve innanzitutto alle politiche dell’Europa fondate sul green deal (che lei osteggia), al PNRR (che non voleva) e ai fondi del Recovery EU, strumenti che hanno messo sul tavolo risorse, finanziamenti e obiettivi di penetrazione delle rinnovabili mai visti prima. E si deve anche al fatto che negli ultimi anni le rinnovabili sono diventate la fonte di energia più economica in assoluto, tanto che il mercato privato sta investendo con enorme determinazione, a prescindere da lacci e laccioli questo governo.
Nonostante condizioni così favorevoli, mai viste prima, gli obiettivi restano lontani: di questo passo l’Italia arriverebbe al 2030 con appena 78 gigawatt tra fotovoltaico ed eolico, contro un target PNIEC di 107 gigawatt, che sarebbero comunque troppo pochi rispetto a quello che si dovrebbe e potrebbe fare. E invece di guardare avanti, Meloni riapre le trivellazioni. Dopo l’estate più calda di sempre, con la crisi climatica che stringe la morsa su economia, salute e sicurezza in modo del tutto inedito, la risposta di questo governo è tornare a trivellare. Ridicolo!
Le riserve italiane sono scarse, costose, e capaci di coprire il fabbisogno solo per pochissimo tempo. Non abbassano i prezzi, perché il gas si vende sul mercato internazionale, a meno che non si vogliano nazionalizzare le fonti energetiche.
Quella di Meloni è una strategia antistorica che fa acqua da tutte le parti, tra un nucleare che in Italia ancora non esiste e trivelle che appartengono al passato, con pochissimi risultati concreti nonostante condizioni di mercato europee mai viste prima”.
Così, in una nota, Annalisa Corrado, responsabile Conversione ecologica nella segreteria nazionale ed europarlamentare del Pd.
Roma, 11 settembre 2026