16/06/2026 Divieto di visto per (ex) combattenti delle forze armate coinvolti in gravi violazioni
Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-002483/2026
alla vicepresidente della Commissione /alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza
Articolo 144 del regolamento
Mounir Satouri (Verts/ALE), Benedetta Scuderi (Verts/ALE), Mélissa Camara (Verts/ALE), Villy Søvndal (Verts/ALE), Ana Miranda Paz (Verts/ALE), Majdouline Sbai (Verts/ALE), Cristina Guarda (Verts/ALE), Jaume Asens Llodrà (Verts/ALE), Catarina Vieira (Verts/ALE), Maria Ohisalo (Verts/ALE), Marie Toussaint (Verts/ALE), David Cormand (Verts/ALE), Marc Botenga (The Left), Rudi Kennes (The Left), Cecilia Strada (S&D), Matjaž Nemec (S&D), Marco Tarquinio (S&D), Hanna Gedin (The Left), Danilo Della Valle (The Left), Manon Aubry (The Left), Chloé Ridel (S&D), Barry Andrews (Renew), Annalisa Corrado (S&D), Thijs Reuten (S&D)
Il 9 giugno 2026, con la presentazione del 21° pacchetto di sanzioni proposto nei confronti della Russia, la Commissione ha annunciato un divieto generale di concessione del visto per gli (ex) combattenti russi, che non dovrebbero essere autorizzati a entrare nel territorio dell’UE[1].
L’Ufficio della rappresentante speciale dell’Unione europea per i diritti umani, nella sua nota del 20 giugno 2025[2], ha documentato gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani imputabili alle forze israeliane. Anche dopo il “cessate il fuoco” a Gaza, le violazioni sono proseguite, in particolare con l’intensificazione della colonizzazione in Cisgiordania[3] e la campagna indiscriminata di bombardamenti in Libano associata alla pulizia etnica[4].
Un’indagine per “crimini di guerra” e “tortura” è stata inoltre avviata da pubblici ministeri francesi[5] e italiani[6] in merito al trattamento riservato da Israele agli attivisti della flottiglia diretta a Gaza.
Pertanto,
- 1.quale giustificazione è alla base della proposta di divieto di visto per gli (ex) combattenti delle forze armate russe? Questo criterio è applicabile anche agli (ex) soldati israeliani? In caso negativo, su quali basi oggettive si fonda la distinzione?
- 2.Ritiene la vicepresidente della Commissione/alta rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) che la radicalizzazione e la desensibilizzazione alla violenza dei soldati israeliani, che derivano dalla commissione dei crimini di guerra elencati nella suddetta nota, rappresentino un rischio per la sicurezza qualora essi siano presenti sul territorio dell’UE?
- 3.Intende la VP/AR proporre una misura analoga per gli (ex) soldati israeliani?
Presentazione: 16.6.2026
- [1] https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/statement_26_1314 e https://x.com/kajakallas/status/2064303349546049856.
- [2] https://euobserver.com/32602/full-text-of-eu-report-on-israeli-crimes-in-gaza/.
- [3] https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/03/israels-settlement-expansion-drives-mass-displacement-west-bank-un-report.
- [4] https://www.ohchr.org/en/press-releases/2026/04/un-experts-condemn-israels-unprecedented-bombing-lebanon-after-ceasefire.
- [5] https://www.lemonde.fr/en/france/article/2026/06/05/french-prosecutors-open-war-crime-probe-over-israel-treatment-of-gaza-flotilla-activists_6754182_7.html.
- [6] https://www.reuters.com/world/europe/israeli-minister-ben-gvir-under-investigation-italy-over-gaza-flotilla-2026-06-08/.
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2026-002483_IT.html