Corrado: L’indagine sul Ponte sullo Stretto conferma i rischi di un’opera gestita con la logica della propaganda

“Le perquisizioni del ROS disposte dalla Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio sul Ponte sullo Stretto sono notizie che il Governo non può ignorare.

Sollevare dubbi tecnici, ambientali, economici o giuridici sul Ponte sullo Stretto è stato per anni considerato un atto quasi eversivo. Le richieste di trasparenza venivano sistematicamente trattate come intralci da superare, i controlli come nemici dell’opera. Lo abbiamo detto più volte: un progetto da oltre 15 miliardi di euro – con carenze tecniche, ambientali e procedurali già segnalate dalla Commissione europea – non può essere gestito con la logica dello spot elettorale.

Quando si antepone la propaganda alla trasparenza, i rischi diventano concreti. Per i soldi pubblici, per le istituzioni, per i cittadini siciliani e calabresi che attendono infrastrutture reali. Il governo venga in Aula a riferire. Quelle risorse servono al Sud, non a finanziare un’opera inutile e dannosa che non sta in piedi né sulla carta né nelle procedure”. Così Annalisa Corrado, responsabile Conversione ecologica, clima, green economy e agenda 2030 nella segreteria nazionale Pd ed europarlamentare.