01/06/2026 ENVI-Committee on the Environment, Climate and Food Safety Ordinary meeting
“Grazie Presidente, grazie alla relatrice Emma Winner per il lavoro svolto e per il dialogo costruttivo che ha accompagnato questo e anche l’altro dossier fin dall’inizio.
Credo che ci sia un punto sul quale possiamo essere tutti d’accordo: una buona politica ambientale richiede conoscenza dei territori e buoni dati ambientali. Questo era il principio alla base della direttiva Inspire nel 2007 e continua a essere pienamente valido oggi.
Per chi lavora nella commissione ENVI dati affidabili, accessibili e comparabili a livello europeo sono una condizione indispensabile per prendere decisioni efficaci. Lo vediamo su temi come il monitoraggio del suolo, la gestione delle risorse idriche, la biodiversità, l’adattamento climatico, dove la qualità delle politiche dipende direttamente dalla qualità delle informazioni disponibili.
Ma non si tratta soltanto di sostenere il processo decisionale. C’è un legame diretto con il lavoro che stiamo portando avanti sull’accelerazione delle valutazioni ambientali e delle procedure autorizzative. Dati facilmente reperibili e accessibili significano procedure più rapide, più efficienti e più affidabili, meno duplicazioni, meno oneri amministrativi e una migliore capacità delle autorità pubbliche di valutare i progetti senza ridurre la qualità delle analisi.
Guardiamo in linea di principio quindi con favore agli sforzi di semplificazione proposti dalla Commissione in questo campo. Quando esistono sovrapposizioni normative è giusto intervenire e certamente il contesto è cambiato rispetto al 2007, anche grazie alla direttiva Open Data e al regolamento sui dataset ad alto valore.
Allo stesso tempo comprendiamo e condividiamo le osservazioni espresse nel draft report circa l’importanza che i dati ambientali rimangano effettivamente accessibili e reperibili e condivisibili tra le amministrazioni pubbliche, mantenendo quindi un chiaro livello di responsabilità degli Stati membri nell’assicurare che questo avvenga.
Vorrei pure aggiungere un ultimo punto: dobbiamo valutare con attenzione anche gli effetti che le modifiche agli obblighi oggi previsti dalla direttiva potrebbero avere nel tempo sulla comparabilità dei dati tra Stati membri e il rischio di frammentazione dei sistemi informativi nazionali.
La semplificazione deve preservare e valorizzare gli strumenti e le esperienze che nei diversi Paesi hanno già dimostrato di funzionare contribuendo alla qualità, alla comparabilità e all’affidabilità delle informazioni ambientali.
Sono certa che lavoreremo in modo costruttivo con la relatrice per affinare ulteriormente questo testo e contribuire a costruire una posizione solida del Parlamento in vista del negoziato. Grazie.”
Intervento dal minuto 15:58