Agenda dei consumatori duemilatrenta

Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell’Unione i consumi rappresentano oltre la metà del PIL dei 27 Stati.

L’Agenda dei consumatori 2030 va nella giusta direzione, affermando un principio sacrosanto: i diritti dei consumatori non frenano la crescita, sono, anzi, una leva per renderla inclusiva e sostenibile.

Ovviamente, però, i consumatori devono poter contare su informazioni affidabili e su strumenti accessibili, anche per tutelarsi dai rischi reali: truffe e frodi, che proliferano in particolare in ambito digitale, colpendo spesso proprio i più fragili, a partire dagli anziani; pubblicità ingannevoli, che millantano benefici per la salute o sulla sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti.

Tutte le indagini evidenziano una richiesta di informazioni sulla sostenibilità dei prodotti, purché basate su schemi verificati. Spesso c’è addirittura la disponibilità a spendere di più, se si è certi di acquistare sostenibile.

Bene l’attenzione dell’agenda a sostenibilità e circolarità; bene collegare i diritti dei consumatori a durabilità, riparabilità e riuso; bene riconoscere che occorre contrastare seriamente il greenwashing, bene, anzi benissimo, ma, va detto, questo stride con la deregolamentazione che ha prevalso in alcuni dei più importanti provvedimenti di questi ultimi mesi, come la sospensione della Green Claims Directive, che doveva dare attuazione concreta di contrasto al greenwashing, come l’affossamento delle direttive sulla responsabilità sociale e ambientale d’impresa.

La competitività senza sostenibilità è un pericoloso miraggio alimentato dalla disinformazione e – concludo – la fiducia dei consumatori si costruisce solo con regole semplici e chiare, credibili e applicabili, capaci di liberare il potenziale di ognuno di noi e di contribuire a dare forma con le nostre scelte quotidiane al mondo che vogliamo.

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/CRE-10-2025-12-17-INT-2017052682430_IT.html

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