Deforestazione, Corrado: PPE indecoroso, stravolto un regolamento strategico, rotto patto, votiamo contro

“Oggi il Parlamento europeo ha votato sulla revisione del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR), con un testo che è uscito stravolto, se non del tutto compromesso, dagli emendamenti proposti dal PPE e sostenuti dalle destre. Parliamo di una norma strategica che stabilisce che prodotti come caffè, cacao, soia, carne bovina, legno immessi sul mercato europeo non siano legati alla distruzione delle foreste. Per questo, insieme alla delegazione del PD e a al Gruppo S&D, ho votato contro un testo finale che smonta di fatto uno degli strumenti più importanti per la lotta alla crisi climatica e la tutela della biodiversità”. Lo dichiara Annalisa Corrado, europarlamentare PD/S&D e Responsabile conversione ecologica in segreteria PD.

“Ancora una volta – dopo il voto sull’Omnibus, in cui PPE ha scelto di andare a braccetto con l’estrema destra per demolire parti cruciali dell’architettura europea sulla sostenibilità – i popolari hanno scelto di stare con i negazionisti della transizione invece che con la maggioranza pro-europea che sostiene la Commissione”.

“Il contrasto alla deforestazione è una delle leve più efficaci per proteggere ecosistemi e ridurre le emissioni. Non a caso è stato al centro della COP30 di Belém, nel cuore dell’Amazzonia, dove il mondo ha ribadito che senza foreste non c’è né futuro climatico. In parallelo, Parlamento e Consiglio stanno valorizzando i crediti internazionali di assorbimento CO₂ nelle politiche climatiche europee. Ma se indeboliamo la tracciabilità delle filiere, miniamo alla radice la credibilità di questi strumenti e apriamo la strada al greenwashing”.

“Noi S&D abbiamo provato fino all’ultimo, con estrema disponibilità e flessibilità, a costruire un compromesso equilibrato: semplificazione delle procedure, tempi più flessibili per le PMI, supporto operativo. Ma il PPE ha scelto di venire a patti con due scelte inaccettabili: la revisione preventiva del regolamento prima della sua entrata in vigore, che introduce incertezza e rischio di ulteriore annacquamento – se non addirittura totale affossamento – della norma. L’indebolimento della tracciabilità, che in alcuni casi diventerebbe di fatto volontaria; peccato che senza tracciabilità non c’è due diligence credibile né un controllo reale sulle filiere”.
“Il messaggio che arriva è devastante: mentre parliamo di protezione dell’Amazzonia nei vertici diplomatici, rischiamo di spalancare la porta a prodotti che potrebbero provenire proprio da filiere opache e deforestative”.

“Per questo oggi abbiamo votato contro. Difendere le foreste significa difendere il clima, la biodiversità, i diritti delle comunità locali e anche le migliaia di imprese europee che stanno investendo in filiere pulite e trasparenti. Senza tracciabilità non c’è due diligence — e senza due diligence non c’è una lotta seria alla deforestazione”, conclude Corrado.