Preoccupazioni per le campagne online israeliane e l’applicazione degli obblighi derivanti dal regolamento sui servizi digitali

Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-002936/2025
alla Commissione
Articolo 144 del regolamento
Brando Benifei (S&D), Mounir Satouri (Verts/ALE), Catarina Martins (The Left), Benedetta Scuderi (Verts/ALE), Laura Ballarín Cereza (S&D), Thomas Bajada (S&D), Alessandra Moretti (S&D), Cecilia Strada (S&D), Annalisa Corrado (S&D), Sandro Ruotolo (S&D), Rudi Kennes (The Left), Marco Tarquinio (S&D), Camilla Laureti (S&D), Leila Chaibi (The Left), Daniel Attard (S&D), Matjaž Nemec (S&D), Nacho Sánchez Amor (S&D), Ana Miranda Paz (Verts/ALE), Nela Riehl (Verts/ALE), Saskia Bricmont (Verts/ALE), Kim Van Sparrentak (Verts/ALE), Estelle Ceulemans (S&D), Aodhán Ó Ríordáin (S&D), Lucia Yar (Renew), Udo Bullmann (S&D), Rima Hassan (The Left), Alessandro Zan (S&D), Mimmo Lucano (The Left), Nikos Pappas (The Left), Estrella Galán (The Left), Marta Temido (S&D), Michael McNamara (Renew)

Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati e cittadina italiana, è stata oggetto di campagne diffamatorie coordinate e pubblicità ingannevoli a pagamento riconducibili al governo israeliano[1][2]. Prendere di mira una cittadina europea impegnata in attività vitali nell’ambito dei diritti umani compromette la sua sicurezza, la sua reputazione professionale e il dovere dell’UE di proteggere i suoi cittadini dalle molestie e dalla disinformazione online.

Dall’ottobre 2023 attori affiliati al governo israeliano hanno condotto vaste campagne pubblicitarie digitali rivolte agli utenti dell’UE su piattaforme quali Google, YouTube e X. Le campagne contengono immagini di guerra esplicite e affermazioni emotivamente cariche e talvolta fuorvianti. Spesso non viene chiaramente indicato che si tratta di contenuti di natura politica. Si segnalano il possibile uso improprio di account pubblicitari, il microtargeting dei cittadini dell’UE e la mancanza di dati nelle banche dati sulla trasparenza, oltre ad alcuni messaggi pubblicitari che sembrano provenire da entità di fiducia come l’UNRWA.

Questo schema solleva preoccupazioni in merito al rispetto del regolamento sui servizi digitali, in particolare per quanto riguarda la trasparenza della pubblicità (articolo 26), l’attenuazione dei rischi sistemici (articoli 34 e 35) e la risposta alle crisi (articolo 36). Alla luce di quanto precede:

  • 1.Può la Commissione illustrare come sta indagando le potenziali violazioni del regolamento sui servizi digitali da parte di piattaforme online di dimensioni molto grandi in relazione alla trasparenza, al targeting e all’elusione delle norme in materia di pubblicità politica da parte degli attori statali israeliani?
  • 2.Quali misure sta adottando la Commissione per garantire che le piattaforme affrontino i rischi sistemici, tra cui la disinformazione, i formati pubblicitari manipolativi e l’esposizione dei minori a contenuti dannosi?

Presentazione: 16.7.2025

  • [1] Articolo di The Guardian dal titolo “UN expert on Palestine targeted by coordinated smear campaign, investigation found” (Un’inchiesta ha rivelato che l’esperta dell’ONU sulla Palestina è vittima di campagne diffamatorie coordinate), 13 marzo 2024, https://www.theguardian.com/world/2024/mar/13/un-expert-palestine-coordinated-smear-campaign-francesca-albanese.
  • [2] Articolo di Fanpage.it dal titolo “Il governo israeliano sta comprando annunci su Google per screditare Francesca Albanese: l’indagine di Fanpage.it”, 9 luglio 2025, https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/il-governo-israeliano-sta-comprando-annunci-su-google-per-screditare-francesca-albanese-lindagine-di-fanpage-it/.

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-002936_IT.html

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