Gaza, Strada e Corrado: Gravissimo attacco a Freedom Flotilla. Ue intervenga, cosa stiamo aspettando?

“Secondo le informazioni, i video e le testimonianze che tutti abbiamo visto sui social media, l’attacco alla Freedom Flotilla in acque internazionali sembra un vero e proprio atto di pirateria criminale. Israele ha colpito un’imbarcazione disarmata, diretta a Gaza in missione umanitaria, e ne ha sequestrato l’equipaggio, tra cui la parlamentare europea franco-palestinese Rima Hassan e l’attivista Greta Thunberg, violando ogni principio di legalità internazionale”.

“È l’ennesima azione criminale che non può essere ignorata né minimizzata. Il 2 maggio 2025 la nave Conscience della Freedom Flotilla era già stata attaccata da un drone armato israeliano in acque internazionali tra Malta e la Sicilia, a cento chilometri dalle nostre coste. L’attacco e l’incendio che ne è seguito avevano messo fuori uso la nave, ma l’organizzazione è riuscita a ripartire alla volta di Gaza con la barca a vela Madleen”.

“La Freedom Flotilla è in mare per denunciare i crimini che il governo di Netanyahu e l’esercito israeliano commettono ogni giorno e che noi continuiamo a denunciare in Parlamento: il blocco degli aiuti e l’uso della fame come arma di guerra, l’occupazione illegale dei territori palestinesi, il massacro sistematico della popolazione civile, la distruzione di scuole, rifugi e ospedali, crimini definiti dal diritto come atti di genocidio. La comunità internazionale deve intervenire. E deve farlo adesso”. Lo dichiarano Cecilia Strada e Annalisa Corrado, europarlamentari PD, in delegazione Palestina, gruppo S&D.

“Basta ambiguità, basta silenzi, basta complicità. Servono risposte forti, immediate, all’altezza della gravità storica e politica di quello che sta accadendo”, continuano.
“L’Unione Europea – che ha reagito con unità e fermezza all’aggressione russa in Ucraina – deve usare le stesse parole, la stessa forza e le stesse misure contro chi sta massacrando da mesi una popolazione inerme. Un immediato cessate il fuoco, l’embargo delle armi, la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, il riconoscimento dello Stato di Palestina, la cooperazione con la Corte Penale Internazionale e il pieno rispetto delle risoluzioni ONU: è questo che chiediamo, da mesi. Ed è questo che torniamo a chiedere oggi. A voce ancora più alta”.