Incompatibilità della modifica costituzionale ungherese con il diritto UE

Interrogazione con richiesta di risposta scritta  E-001658/2025
alla Commissione
Articolo 144 del regolamento
Alessandro Zan (S&D), Brando Benifei (S&D), Alessandra Moretti (S&D), Annalisa Corrado (S&D), Camilla Laureti (S&D), Sandro Ruotolo (S&D), Stefano Bonaccini (S&D), Dario Nardella (S&D), Giorgio Gori (S&D), Pina Picierno (S&D), Pierfrancesco Maran (S&D), Nicola Zingaretti (S&D), Giuseppe Lupo (S&D), Matteo Ricci (S&D), Antonio Decaro (S&D), Cecilia Strada (S&D), Irene Tinagli (S&D), Raffaele Topo (S&D)

In forza della sezione 13/A della legge sulla libertà di assemblea e dell’emendamento n. 15 alla Costituzione in materia di protezione dei minori, il governo ungherese ha imposto un divieto alla comunità LGBTIQA+ di riunirsi e manifestare pacificamente nell’ambito del Budapest Pride, con annesso utilizzo di tecnologie di riconoscimento facciale durante le manifestazioni.

Considerati gli articoli 2, 3 e 7 del TUE, la sentenza della CGUE C-76/05 dell’11 settembre 2007, la posizione della Commissione europea nella causa C-769/22, CE contro Ungheria, dove viene chiarito che la discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere nel godimento dei diritti e delle libertà garantiti dai trattati è contraria al diritto UE, può la Commissione precisare se intende attivare la procedura di cui all’articolo 7 del TUE nei confronti dell’Ungheria, in forza di violazioni gravi e persistenti dei valori garantiti dall’articolo 2 del TUE?

Presentazione: 24.4.2025

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