Esito della COP ventinove e sfide per la politica climatica internazionale

Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero, la conferenza sul clima di Baku si è conclusa con risultati fortemente inadeguati alla dimensione della crisi in atto, che sempre più spesso impatta drammaticamente sulle nostre comunità.

Ma voglio dirlo, avendo avuto l’onore di prendervi parte con la delegazione del Parlamento: abbiamo scongiurato come Unione europea, e con pochissimi altri alleati, che la conferenza fallisse. E per questo voglio ringraziare il commissario Hoekstra.

L’obiettivo di finanza climatica al 2035, con la roadmap per arrivare a mobilitare 1.300 miliardi, tiene aperto un passaggio strettissimo che ci impegna a lavorare, in vista della COP30 di Belem, con maggiore determinazione su mitigazione, adattamento e fondi per le perdite ai danni.

Porto con me da Baku un’immagine in particolare: l’incontro con il dissidente azero Gubad Ibadoghlu, finalista del nostro Premio Sacharov, in regime di detenzione anche per aver denunciato i legami opachi tra l’industria di petrolio e gas del suo Paese e la Russia.

Lavorare per la transizione energetica significa anche questo: liberarci dalle dipendenze fossili che non ci consentono di alzare la voce quanto necessario per il rispetto dei diritti umani.

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/CRE-10-2024-11-26-INT-2017006529930_IT.html