27/11/2025 Corrado: tagliare le risorse alle Comunità energetiche è un atto di sabotaggio contro i cittadini
“Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono una delle innovazioni più intelligenti e democratiche della transizione energetica: cittadini, imprese e comuni che producono e condividono energia pulita riducendo bollette, emissioni e dipendenza dal gas. Bene, .
Una scelta assurda, autolesionista e irresponsabile”. Queste le parole di Annalisa Corrado, europarlamentare PD/S&D, Responsabile conversione ecologica in segreteria PD.
“Si è detto per mesi che c’erano 2,2 miliardi a disposizione — i comuni hanno progettato, consultato professionisti, preparato domande. Scopriamo invece che i fondi scendono a 795 milioni e che chi ha lavorato fino all’ultimo — nella convinzione di poter partecipare fino al 30 novembre o persino oltre, stando alle voci ampiamente circolate — rischia ora di restare fuori. È scorretto e profondamente sleale”.
“La verità è che il Governo predica energia pulita e poi fa di tutto per frenarla. Penalizza i cittadini che si sono organizzati in comunità, penalizza le amministrazioni virtuose, penalizza le imprese che hanno investito. Se vogliamo che l’energia sia davvero accessibile, diffusa, autonoma, non si tagliano le gambe a uno degli strumenti più efficaci per produrla”.
“Sulla questione delle aree idonee, poi, assistiamo all’ennesimo pasticcio normativo: un decreto che doveva accelerare e invece complica tutto. Il regime ‘semplificato’ non vale se l’impianto è anche solo un metro fuori dall’area idonea — cioè quasi sempre. Il divieto di fotovoltaico a terra in zona agricola resta, anche su terreni incolti, marginali, desertificati, non produttivi — e questo è totalmente illogico. Morale della favola: con le nuove fasce di rispetto — fino a 3 km per gli impianti eolici e 500 mt per quelli fotovoltaici dai siti sottoposti a vincolo culturale o paesaggistico — la lista dei luoghi proibiti si amplia enormemente. E manca totalmente una disciplina transitoria: cosa accade a tutti gli impianti già realizzati o in fase di autorizzazione in aree che erano pienamente idonee secondo le regole precedenti?”.
“Siamo davanti a un Governo che parla di sovranità energetica ma poi ostacola proprio gli strumenti che liberano i cittadini e le comunità dai monopoli fossili. Le CER, che coniugano positivamente aspetti ambientali e sociali, funzionano, piacciono, crescono: e loro le tagliano. È questa la loro idea di transizione? Fare annunci, poi cambiare le regole in corsa e lasciare chi investe in un limbo?”.
“Noi continueremo a batterci per rifinanziare le Comunità Energetiche Rinnovabili, per garantire stabilità alle regole e per una mappa delle aree idonee razionale e costruita su basi tecnico-scientifiche — non a colpi di propaganda e burocrazia, che consenta alle Regioni di svolgere una pianificazione territoriale adeguata, concertando istanze e necessità e rendendo possibile il raggiungimento gli obiettivi al 2030 ed oltre per la decarbonizzazione, l’abbassamento dei costi dell’energia e il contrasto alla crisi climatica. La transizione non può essere fermata da incompetenza e confusione normativa”.